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La protezione antincendio comprende tutte le misure da attuare al fine di limitare i danni alle persone ed alle cose derivanti dallo sviluppo di un incendio. Le misure di protezione di distinguono in Passiva e Attiva.

I sistemi di protezione attiva non prevengono il verificarsi dell’incendio ma intervengono sul controllo e l’estinzione del fuco e richiedono l’intervento di un operatore o l’azionamento di un impianto.

Vediamo nel dettaglio quali sono i dispositivi che rientrano nelle misure di protezione attiva:

ESTINTORI

Gli estintori rappresentano i mezzi di primo intervento più impiegati per spegnere i principi di incendio, non sono però efficaci se l’incendio si trova in una fase più avanzata.

La scelta è determinata in funzione della classe di incendio e del livello di rischio del luogo di lavoro.

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IDRANTI E NASPI

Un idrante è un apparecchio per l’erogazione dell’acqua, richiamato dalla UNI 10779, che viene utilizzato nella lotta contro gli incendi. Vediamo alcuni dettagli:

  • Idrante a muro

Apparecchiatura antincendio composta da:

  • Cassetta, o da un portello di protezione
  • Supporto della tubazione
  • Valvola manuale di intercettazione
  • Tubazione flessibile completa di raccordi
  • Lancia erogatrice
  • Naspi

Apparecchiatura antincendio costituita da una bobina mobile su cui è avvolta una tubazione semirigida collegata ad una estremità con una lancia erogatrice, utile soprattutto per le attività di minor rischio, infatti possono essere collegati direttamente alla rete idrica sanitaria.

  • Idrante a colonna

L’idrante a colonna è un’apparecchiatura permanente collegata ad una rete di alimentazione idrica, detti anche idranti soprasuolo, sono quelli individuabili nei parcheggi, nelle aree industriali o all’esterno dei condomini e sono facilmente riconoscibili grazie alla vernice di colore rosso RAL 3000 – il medesimo degli estintori – resistente agli agenti atmosferici e ai raggi ultravioletti.

  • Idrante sottosuolo

Gli idranti sottosuolo sono dei particolari tipi di idranti che vengono installati sotto il livello del terreno, costituiti fondamentalmente da un corpo in ghisa, da un dispositivo di manovra di forma pentagonale che attraverso un albero in acciaio apre e chiude la valvola di intercettazione, da uno scarico antigelo, da una flangia di connessione all’impianto di distribuzione e da un attacco, minimo DN 70 max 100, per il collegamento del collo di cigno.

Allo stesso modo di quelli soprasuolo, sono situati ad una distanza suggerita tra 5 e 10 metri dal perimetro del fabbricato, in base alla sua altezza, e ad una distanza di massimo 60 metri l’uno dall’altro.

IMPIANTI DI SPEGNIMENTO AUTOMATICI

I sistemi antincendio di spegnimento automatico hanno la funzione di spegnere e contenere un incendio senza l’intervento dell’uomo e possono classificarsi in base all’estinguente utilizzato:

  • Impianti ad acqua “sprinkler”
  • Impianti a schiuma
  • Impianti ad anidride carbonica
  • Impianti ad halon
  • Impianti a polvere

SISTEMI DI RIVELAZIONE, SEGNALAZIONE E ALLARME INCENDIO

Il sistema di rivelazione incendio ha la funzione di rilevare un incendio nel minor tempo possibile e di fornire segnalazioni ed indicazioni, l’allarme incendio invece fornisce segnalazioni ottiche e acustiche agli occupanti di un edificio, queste due funzioni possono essere combinate in un unico sistema.

SISTEMI DI EVACUAZIONE DEI FUMI (EFC)

Gli evacuatori di fumo e calore, sono frequentemente utilizzati in combinazione con impianti di rilevazione e sono basati sullo sfruttamento del movimento verso l’alto delle masse di gas caldi generate dall’incendio, a mezzo di aperture sulla copertura, vengono evacuate dall’esterno.

Utili a :

  • Agevolare l’intervento dei soccorritori rendendone più rapida ed efficace l’opera
  • Agevolare lo sfollamento delle persone e dei soccorritori
  • Proteggere le strutture e le merci contro l’azione del fumo e dei gas caldi, riducendo il rischio di collasso delle strutture portanti
  • Ritardare o evitare l’incendio a pieno sviluppo
  • Ridurre i danni provocati dai gas di combustione o da eventuali sostanze tossiche e corrosive dall’incendio

Le misure di protezione passiva invece, non richiedono l’intervento di un operatore o l’azionamento di un impianto:

  • Barriere antincendio:
    • Isolamento;
    • Distanze di sicurezza esterne ed interne
    • Muri tagliafuco
  • Strutture con resistenza al fuoco commisurata ai carichi d’incendio;
  • Materiali classificati alla reazione al fuoco;
  • Sistemi di ventilazione;
  • Sistema di vie d’uscita commisurate al massimo affollamento ipotizzabile.

Oltre a queste misure di protezione sono da rispettare le regole di buona condotta per prevenire le cause di incendio, che vedremo in questo articolo.