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SISMABONUS, come funziona:

Detrazione IRPEF o IRES dal 50% all’ 85% prevista su un ammontare massimo di 96.000 per le spese sostenute sia dai contribuenti privati che dalle società inerenti agli interventi per la messa in sicurezza di case e edifici produttivi in luoghi ad alto rischio sismico (zone 1 e 2) e nella zona 3.

I casi possono essere differenti:

-Detrazione del 50% su un importo massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno e ripartito in cinque rate annuali di pari importo
-Detrazione al 70% per le singole unità immobiliari prevista nel caso di miglioramento di una classe di rischio sismico
-Detrazione all’80% per le singole unità immobiliari prevista nel caso di miglioramento di due classi di rischio sismico

Inoltre, anche nel caso di interventi antisismici eseguiti su parti comuni di edifici condominiali le detrazioni oscillano tra il 70% e l’80%, sempre su un importo massimo di 96.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio e ripartito anch’esso in cinque rate annuali uguali.

Nel dettaglio:

-Detrazione del 75% per gli edifici condominiali nel caso di miglioramento di una classe di rischio sismico
-Detrazione dell’85% per gli edifici condominiali nel caso di miglioramento di due classi di rischio sismico

Il Sisma Bonus, che è stato prorogato al 2024, può anche essere applicato alle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria necessarie al completamento dell’opera.

Una condizione necessaria per usufruire della detrazione riguarda i lavori che devono riguardare un intervento di conservazione del patrimonio edilizio esistente e non un intervento di nuova costruzione.

Per richiedere il sisma bonus, inoltre, è necessario indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali dell’immobile e altri dati richiesti per il controllo della detrazione.

Per gli interventi sulle parti comuni di edifici residenziali, invece, occorre che ogni condomino indichi il codice fiscale del condominio perché i dati catastali dell’immobile sono riportati nella dichiarazione dei redditi dall’amministratore di condominio.